
- Cominciamo da Thula, il nome con cui firmi i tuoi quadri. E’ il tuo vero nome?
- Beh in realta’ Thula e’ una terra mitica, un non-luogo.
- Una sorta di Atlantide?
- …a dire il vero fra gli antichi, Thula o Thule era persino piu’ nota, ma chissa’ per quale ragione meno fortunata nell’immaginario di noi moderni: Thule e’ una delle terre invisibili, immersa chissa’ tra quali flutti mediterranei o emersa e dispersa verso nord. Sospesa tra i ghiacci, Thule e’ diafana, limpida e opaca…
-… Antonella Maria Trapasso è per l’appunto Thula, nata a Roma ma milanese d’adozione, lei è proprio come quella terra invisibile, ma il suo nome d’arte più prosaicamente, ci confida, deriva da un nomignolo infantile.
- Thula sospesa lo è di certo, sempre un po’ lontana come tra terra e cielo, amante dei contrasti, è nella costante ricerca di un equilibrio senza mai effettivamente volerlo raggiungere.
- Le piace la poesia che sfiora l’anima, il pensiero che si esprime tra sensazioni e memorie perdute, adora l’assurdo, l’immaginifico, tutto ciò che si esprime attorno ad uno sguardo e tocca note interiori.
- Ritrattista da alcuni anni, si è dedicata alla pittura contemporanea usando materiali di ogni genere dai più nobili a quelli di recupero, resine, gesso e impasti di tutte le densità (è vietato non toccare le tele).
- Thula dipinge nella concentrazione è assorta “nel silenzio di una casa rumorosa” immersa nel caos cittadino ed affollata di bambini, mantiene il suo quotidiano più indaffarato, il suo mero lavoro burocratico di ufficio che come ci racconta “la contiene” e più esso è squallido ed alienante più grande è la fantasia e il colore che ispira. Pensa che lo squallore aiuti, l’inquietudine generi meraviglie e le delusioni modellino l’anima: per questo la sua pittura è di contro allegra, vivace e luminosa. Dipingere per lei è come uscire dalla propria vita per vederla dal di fuori e trasmettere poi su tela quel momento. La sua è una pittura emozionale, sentimentale, privata. Sono tele in movimento e mutamento perché tutto scorre e passa come la vita stessa.
- Si definisce sonnambula perché oltre a dipingere volentieri nel silenzio della notte, afferma che tutti siamo come sonnambuli ingoiati dal quotidiano della vita, lei ha solo coscienza di definirsi tale.
- Sulla tela bianca nulla le vieta di immaginare l’infinito, di dipingere il suo mondo intero ed interiore. Tra tanti, Panta Rei è il quadro che predilige, quello che la “dipinge” in modo più totale, rappresenta il mistero assoluto della fecondazione e della morte, verso cui tutti tendiamo senza appello; è una tela che cattura, assorbe, magnetizza: scorrono gli azzurri dell’acqua, i rossi del sangue, il lucore della felicit� , i neri della morte. In genere i suoi quadri sono luminosi e vivaci, intimi e perversi, specchi che prendono vita e si muovono indipendenti dall’immagine, ma come nel “Ritratto di Dorian Gray” siamo noi inconsapevolmente consci del nostro mutamento. Per lei è inutile avere certezze, tutto si trasforma, tutto passa e scorre…eppure alla fine senza dubbio qualcosa resta: forse un quadro? No! -ci risponde- se è mio …no! Oggi lo vediamo così…
chiss� se domani si sar� mosso…
“Forse una nube non è meno vana dell’uomo che la guarda?”
Jorge Luis Borges
Le tele sono giochi di colore, strane confusioni di materie, un flusso non percettibile a livello cosciente che palpita e sussulta sotto una superficie lucida e scintillante; sono i nostri stati d’animo altalenanti gli indiscussi protagonisti di ogni tela che diventa specchio incessante e variabile.
I sentimenti e le emozioni con il loro fluttuare, comporsi e dissociarsi in un apparente confusione di chiari e scuri, lucidi e opachi, attraenti e repulsivi sembra vogliano uscire dalla tela e ognuno può sentirli nel proprio intimo.
La tecnica è mista composta da svariati materiali a volte ricoperti da una superficie liquida che sembra acqua, acqua che scorre perpetua e rimanda all’eracliteo panta rei, tutto scorre… eppure alla fine qualcosa resta!
Tele liquide come fresche di pittura, quindi non destinate ad essere consegnate ad una opaca staticit� .